Il Salone della CSR: innovazione sociale e cultura

Il salone della CSR: Innovazione sociale e cultura

Il 9, 10 e 11 ottobre a Milano, presso l’Università Bocconi, si è tenuta la XII Edizione del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale. Il Salone della CSR da dodici anni costituisce un momento di incontro tra molteplici realtà del territorio che possono confrontarsi sul tema dell’innovazione sociale declinato in diversi settori; tra questi, anche il settore cultura ha ormai trovato il proprio spazio come interlocutore parte della conversazione su nuovi modelli di sostenibilità.

innovazione sociale e cultura
XII Edizione del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale

Durante l’anno, Il Salone conduce un’attività diffusa sul territorio italiano attraverso incontri online ed eventi di vario genere, al fine di accompagnare le imprese nel loro percorso verso lo sviluppo sostenibile. Le iniziative del Salone costituiscono, tanto per le imprese quanto per la community, una preziosa opportunità di conoscenza e connessione. Un luogo – fisico e non – in cui condividere buone pratiche, esperienze positive e traguardi raggiunti, ma anche e soprattutto durante il quale analizzare tentativi falliti, difficoltà incontrate e nuove sfide da affrontare. 

L’obiettivo è infatti la creazione di un dibattito condiviso che si autoalimenti attraverso la pluralità delle voci di tutti gli attori sociali che vi partecipano. Il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale contribuisce a diffondere la cultura della sostenibilità favorendo il networking, la co-progettazione e la collaborazione tra soggetti pubblici e privati.

L’edizione 2024 è stata dedicata al tema “Sfidare le contraddizioni”: un messaggio che invita a sostare nel cambiamento, abitare le trasformazioni che ci circondano, cercando soluzioni sempre più efficaci per convivere con esse. 

innovazione sociale e cultura

Anche la cultura percepisce e accoglie l’urgenza di creare modelli di sviluppo sostenibili. I musei e le istituzioni culturali devono essere presidi attivi sul territorio capaci di diffondere i valori di diversità e sostenibilità ambientale, sociale ed economica. La valorizzazione del patrimonio culturale diventa uno strumento potente per entrare in contatto con tutte le comunità. Molti sono gli esempi virtuosi che testimoniano il ruolo che la cultura riveste in termini di sensibilizzazione e diffusione di best practices.

La Biennale di Venezia è tra le istituzioni che hanno accolto la sfida. Nel 2021 ha ottenuto la certificazione di neutralità carbonica per la 78° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e nel 2022 l’ha ottenuta per tutte le altre manifestazioni. La Biennale rivolge un’attenzione importante anche all’impatto sociale generato: il pubblico viene considerato non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi. L’istituzione infatti offre annualmente possibilità a giovani under 26, anche grazie alle strette collaborazioni intessute con scuole, Università e Centri di Ricerca. Per le persone disabili e per le categorie più fragili della popolazione, il biglietto alla manifestazione è gratuito. Esse possono beneficiare inoltre di visite guidate mirate sui propri bisogni che permettono loro di vivere un’esperienza significativa a contatto con l’arte. L’impatto sul territorio è consistente e dimostra che le persone traggono reali benefici dalla fruizione di esperienze culturali.  

Anche le imprese possono beneficiare delle contaminazioni culturali. Ne sono esempio tutte quelle aziende che hanno coniugato le proprie attività a progetti d’arte contemporanea, come interventi site-specific e residenze d’artista. L’intervento dell’artista – che spesso lavora con pratiche partecipative e di ascolto del territorio – permette di osservare le abitudini e i comportamenti aziendali, introducendo prospettive innovative e strategie di problem solving inedite. Le residenze d’artista realizzate in modo strategico danno vita a opere che producono un valore aggiunto non solo alle aziende che le ospitano ma anche al territorio e alle comunità che ne fruiscono.

Innovazione sociale e cultura

Un’azienda come ADR (Aeroporti di Roma), attraverso partnership con enti culturali e parchi archeologici, ha scelto un percorso deciso mirato ad implementare un’offerta culturale “endogena” – oltre che commerciale e culinaria – che sia una vetrina autentica del patrimonio culturale italiano. Da ponte di passaggio a luogo in cui sostare volentieri: la prima tappa del viaggio per i turisti che arrivano, e l’ultima per quelli che partono. Inoltre, l’arte è sempre più di frequente protagonista di operazioni di rigenerazione urbana e di valorizzazione territoriale, capace di trascendere il mero gesto artistico e producendo un effetto duraturo di riqualificazione e aggregazione sociale.  

Il percorso di innovazione sociale è ancora tutto da percorrere, ma ogni buona pratica diffusa contribuisce a consolidare una trasformazione che si sta sempre più radicando nelle abitudini delle imprese, delle istituzioni di cultura e negli individui. Ogni piccolo gesto, se sostenibile, diviene virtuoso e piacevole, come l’intervento realizzato da Comieco: trasformare gli allestimenti del Salone della CSR dello scorso anno in enormi puzzle da ricostruire destinati ad attività ludiche dedicate a bambini e ragazzi. Un’operazione che alimenta un’economia circolare e che non solo restituisce vita a materiali che altrimenti andrebbero al macero, ma che genera anche occasioni di svago, sensibilizzazione e preziosa formazione per le nuove generazioni.

Museum Strategy Consultancy, in quanto studio di consulenza nel settore culturale e creativo, è in grado di accompagnare le istituzioni, ma anche realtà profit e non profit, che vogliano valorizzare il patrimonio culturale e territoriale nello sviluppo di progetti sostenibili con soluzioni innovative.

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