DISUGUAGLIANZE DI GENERE NEL SETTORE CULTURALE E CREATIVO

Il ruolo delle donne tra progresso e ritardi

Credit: Pim Chu

Nonostante quello culturale sia tra i settori con la più alta componente femminile nella propria forza lavoro – segnando un +1,8% su base generale – l’industria culturale e creativa non risulta immune dalle stesse disuguaglianze di genere che affliggono altri comparti produttivi.

I dati più recenti sulle immatricolazioni universitarie indicano una maggioranza assoluta e relativa delle iscritte a corsi umanistici, trend che si è consolidato negli ultimi 10 anni di rilevazioni indicando un forte interesse da parte delle donne alle aree di specializzazione con sbocco nel settore culturale e creativo.

La situazione si presenta ancora più sbilanciata sotto il profilo della rappresentanza istituzionale delle professioniste di settore. Limitandosi al settore artistico visuale, secondo il National Museum of Women in the Arts: Le opere di artiste raccolte nelle principali collezioni permanenti in Europa e negli Stati Uniti sono stimate a del 3-5% del totale

Le opere di artiste rappresentate nelle principali gallerie d’arte in Europa e negli Stati Uniti si fermano al 13,7% del totale. Su 1,5 milioni di aste d’arte realizzate negli ultimi 40 anni, le opere create da donne sono state vendute a quasi il 50% in meno rispetto ai dipinti della loro controparte maschile, a significare una doppia sotto-valutazione economica ed artistica, con effetti a catena sul riconoscimento e sulla rappresentanza istituzionale.

Musei e Beni Culturali. Spostandoci nel sotto-settore museale, a conferma dei risultati rilevati sotto il profilo formativo universitario, possiamo vedere una netta prevalenza percentuale di donne impiegate nel comparto, occupate soprattutto in ruoli junior e poco professionalizzati.

Architettura e Design. In controtendenza con i dati di altri settori, nell’architettura e nel design si evidenzia un incremento della componente femminile: nella fascia d’età <40, infatti, il 53% delle professioni sono occupate da donne, rispetto ad un 32% di quella >50.

Musica. Il settore dove il divario risulta più marcato – e preoccupante – è quello musicale. Secondo lo studio Women in Music: In Europa, il mercato musicale risulta dominato da professionisti uomini in rapporto 3:1.

Negli ultimi anni sono nati progetti interessanti per contrastare questa situazione di diseguaglianza diffusa. Un esempio è quello della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, che ha sviluppato Women Up, un database che raccoglie e valorizza le artiste presenti nelle proprie collezioni, insieme ad una serie di eventi e mostre a loro dedicate.

A livello internazionale, Europa Creativa 2021-2027, inserendo per la prima volta quello della parità di genere come uno degli obiettivi prioritari di programma, dimostra di essere stato pensato come uno strumento chiave a sostegno del riequilibrio di genere nei settori culturali e creativi.

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