Art Bonus: verso una nuova fase di crescita per il mecenatismo culturale ed il fundraising

In queste settimane la Camera dei Deputati è al lavoro su un aggiornamento dell’Art Bonus, lo strumento fiscale che dal 2016 sostiene il patrimonio culturale pubblico attraverso un credito di imposta del 65% sulle donazioni di persone fisiche e imprese. 

Come evidenziato da una recente analisi de Il Sole 24 Ore, a dieci anni dalla sua introduzione l’Art Bonus ha attivato 1,19 milioni di euro di donazioni, confermandosi una leva strutturale di policy culturale. Un modello capace di rafforzare il legame tra cultura, territorio e comunità locali e una spalla importante per le iniziative di fundraising culturale. 

Sempre più centrale è il contributo delle imprese, che oggi erogano in media circa 70 milioni di euro l’anno. Il mecenatismo d’impresa si afferma così come strumento strategico, integrabile nelle politiche di sostenibilità, welfare aziendale e impatto sociale, ridefinendo il rapporto tra capitale privato e patrimonio culturale. 

Accanto a questo, si consolida l’esperienza degli Art Bonus regionali, che ampliano il perimetro degli interventi e incentivano finanziamenti alla cultura fortemente radicati nei territori, rafforzando una partecipazione più diffusa e consapevole delle comunità locali. 

In questo scenario si inserisce la proposta di legge AC 2374, attualmente in discussione alla Camera, che mira ad ampliare i benefici dell’Art Bonus e a rendere il credito di imposta ancora più efficace. 

Le novità principali riguardano l’estensione delle agevolazioni fiscali a: 

  • enti del Terzo settore impegnati nella conservazione, manutenzione e restauro di edifici, parchi, ville e giardini di interesse culturale, resi fruibili al pubblico; 
  • enti ecclesiastici e fabbricerie per interventi su chiese, monasteri, biblioteche, archivi e musei di rilevante valore storico-artistico; 
  • festival e manifestazioni culturali di riconoscimento interesse pubblico nazionale o internazionale; 
  • istituti culturali, comitati ed edizioni nazionali destinatari di contributi pubblici; 
  • istituti e luoghi della cultura pubblici e privati appartenenti al Sistema museale nazionale; 
  • archivi e musei d’impresa aderenti a Museimpresa, valorizzando la memoria storica e produttiva del tessuto industriale italiano. 

Il messaggio è chiaro: l’Art Bonus non è più solo un’agevolazione fiscale, ma un motore strategico per il finanziamento e la valorizzazione sostenibile della cultura. Un’evoluzione che rafforza la collaborazione pubblico-privato, promuovendo forme di fundraising integrate e che, per questo, merita attenzione da parte di imprese, istituzioni culturali e stakeholder impegnati nello sviluppo di modelli di intervento culturale stabili e di lungo periodo. 

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