Accessibilità: la relazione tra cittadinanza e istituzioni culturali

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Il 4 giugno, in occasione di un convegno a cura del Politecnico di Milano, l’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura ha presentato gli esiti della Ricerca dell’Edizione 2023/2024 che ha indagato e presentato le principali sfide del settore culturale in ambito di innovazione digitale e accessibilità. Integrare nuove tecnologie al modello di crescita strategica delle organizzazioni culturali costituisce una preziosa risorsa in termini di accessibilità: permette, infatti, non solo di sviluppare nuove modalità di fruizione del patrimonio culturale, ma anche di coinvolgere pubblici sempre più diversificati, raggiungendo potenzialmente anche il segmento dei non-pubblici. 

Con il termine accessibilità ci riferiamo alla relazione tra gli individui e l’ambiente circostante, in cui essi si muovono e costruiscono le proprie abitudini.

L’accessibilità di un luogo o di un servizio è commisurata alla sua abilità di accogliere e saper rispondere alla diversità di caratteristiche proprie di un soggetto. La possibilità di entrare in un luogo, di fare esperienza di un evento, di essere a proprio agio durante una visita, un concerto o una conferenza dipende dal grado di accessibilità che quel contesto fisico permette.

Tutte le organizzazioni – non solo quelle prettamente culturali – dovrebbero garantire l’accessibilità fisica, cognitiva, sensoriale, linguistica e informatica ad un pubblico più ampio possibile. È infatti opportuno tenere a mente che il percorso per accedere a un luogo culturale non inizia dalla porta di ingresso del museo, ma dall’idea di volerlo visitare. La ricerca delle informazioni, la distanza dalla struttura, le modalità per raggiungerla e per orientarsi nell’ambiente sono solo alcune delle fasi precedenti all’effettiva fruizione, che devono a loro volta rispondere ai criteri di accessibilità.

Accessibilità Museo Gypsotecha Canova
Museo Gypsotecha Antonio Canova. Credits ph: Fondazione Canova Onlus

Il concetto di accessibilità è soggetto a molteplici stereotipi e pregiudizi. Tra i vari, il pensiero – limitato e parziale – che riguardi esclusivamente i soggetti con disabilità o con bisogni complessi. L’accessibilità, infatti, coinvolge tutte e tutti perché agisce su una ampia diversità di barriere: l’origine, il genere, il reddito, il livello di istruzione, la distanza da attraversare. In questo senso, la diversità costituisce un argomento cruciale perché ha a che fare con la rappresentazione degli individui che fanno parte della comunità. Se il personale del museo è omogeneo, esso genererà tendenzialmente delle proposte omogenee, e questo è un limite per la collettività.

Gli individui possiedono caratteristiche che mutano nel tempo e che possono costituire oggetto di discriminazione; in molti casi tali caratteristiche convivono nello stesso corpo, come nel caso di una persona disabile e con basso livello di istruzione. È in quest’ottica che i criteri di accessibilità devono essere intersezionali: l’esclusione di alcune caratteristiche in favore di altre significa stabilire aprioristicamente chi sono gli unici destinatari della cultura. Eppure, la cultura dovrebbe essere a disposizione della cittadinanza, e l’accessibilità può illuminare e dirigere questo processo. Inoltre, quando si parla di accessibilità è importante rispettare il principio di autodeterminazione delle persone con disabilità: una buona pratica è quella di mappare i siti e le relative funzionalità fornendo alle persone le informazioni che serviranno loro per capire come poter accedere. Sono le persone a dover decretare l’accessibilità di un luogo, non i luoghi a doversi dichiarare tali. 

In termini di accessibilità, i dati condivisi dall’Osservatorio restituiscono una panoramica poco rassicurante:
Accessibilità fisica: il 44% dei musei presenta barriere architettoniche che limitano la possibilità di fruire e accedere agli spazi in una condizione di autonomia. 
Accessibilità sensoriale: il 48% dei musei offre visite con percorsi sensoriali alternativi alla classica fruizione visivo-uditiva.
Accessibilità cognitiva: il 41% dei musei ha implementato strumenti per favorire la capacità di comprensione delle informazioni e ricezione degli stimoli.
Accessibilità linguistica: il 56% dei musei ha attivato progetti di accessibilità linguistica.
Accessibilità informatica: il 30% dei musei ha reso accessibili gli spazi informatici implementando opzioni che rendano lo schermo più agevole nella lettura.
La ricerca attuale ci dimostra che ancora molto si può fare per rendere accessibile il percorso che separa il potenziale fruitore dalla meta culturale desiderata.

Sul territorio italiano, un’istituzione culturale che si è distinta per la rimozione di barriere fisiche e cognitive nel proprio modello espositivo è il Museo della Seta di Como, l’unica istituzione museale al mondo dedicata al processo completo di produzione della seta: dal baco alla creazione di collezioni di moda. Con un progetto finanziato con le risorse a valere sul PNRR, Unione europea – NextGenerationEU, il museo si è impegnato nel raggiungimento di un obiettivo strategico: fornire a tutti i fruitori la stessa profondità di esperienza. Con i nuovi interventi, sono stati introdotti molteplici percorsi espositivi che permettono al fruitore una visita completa e innovativa.

Accessibilità museo della seta Como
Museo della Seta di Como

Il museo dispone di audioguide gratuite in tre lingue straniere, oltre a filmati storici e installazioni multimediali per un’esperienza immersiva. I contenuti sono tradotti anche in LIS (Lingua Italiana dei Segni) e fruibili in Braille. Le sale storiche del museo accolgono un percorso olfattivo con postazioni sensoriali dedicate agli odori. Il sito web dispone di una sezione dedicata al Virtual Tour che permette una visita simulata del museo in 3D, implementando funzioni in linea con i criteri di accessibilità informatica in favore di soggetti disabili e ipovedenti. Anche l’entrata del museo è stata resa più accessibile e accogliente grazie alla scelta di colori dalle tonalità contrastate, facilmente percepibili e visibili per tutti. Tra i vari interventi, è stato previsto un servizio di formazione al personale del museo, che adotta un approccio di apertura e accoglienza nei confronti dei pubblici.

In tema di accessibilità, Museum Strategy Consultancy è stata coinvolta dalla Fondazione Canova Onlus, ente gestore del Museo e Gypsotheca Antonio Canova a Possagno, in un progetto di rimozione delle barriere architettoniche e cognitive. La sede del museo, casa natale dell’artista, era situata in un edificio storico sviluppato su più piani che presentava consistenti vincoli architettonici. Oggi il museo soddisfa numerosi criteri di accessibilità, non solo sotto il profilo strettamente fisico ma anche sotto quello cognitivo, grazie a percorsi sensoriali, facilitazioni per la fruizione e strumenti educativi specifici. 

Accessibilità Museo Gypsotecha Canova
Tour Tattile Museo Gypsotecha Antonio Canova. Credits ph: Fondazione Canova Onlus

Se vuoi approfondire l’argomento e confrontarti con noi rispetto al tema dell’accessibilità per la tua istituzione e per un tuo progetto, contattaci! Saremo felici di discuterne insieme. 

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