Pianificazione

virgolette

“Il genio è 1% ispirazione e 99% traspirazione!”

THOMAS EDISON

Ogni organizzazione interessata a crescere in modo sostenibile nel tempo deve dotarsi di piani di azione di lungo, medio e breve periodo a cui fare riferimento per tradurre i propri obiettivi fondativi in traguardi operativi.

L’analisi delle proprie condizioni interne ed esterne permette di individuare lo status quo dell’organizzazione. Da qui si può partire per sviluppare la strategia di crescita e di cambiamento di cui un’organizzazione ha bisogno.

Dal punto di vista temporale, la pianificazione strategica dovrebbe svilupparsi su tre diversi livelli:


1. Pianificazione di lungo periodo

La prima forma di pianificazione che compie un’organizzazione è quella di definire chiaramente la propria mission. Nonostante possa sembrare un passaggio apparentemente formale e non operativo, questo è, al contrario, un atto imprescindibile per chiarire:

  • la ragione fondativa dell’esistenza dell’organizzazione
  • l’area/settore/mercato di riferimento in cui intende operare per perseguire la propria mission
  • il target di pubblico a cui intende rivolgersi

Una volta identificati con chiarezza questi aspetti, diventa quindi possibile procedere alla definizione di un piano di azione operativo che traduca il macro-traguardo fornito dalla mission in una serie di obiettivi circostanziati.


 2. Pianificazione di medio periodo

In questa fase intermedia si esplicita la vera e propria pianificazione strategica aziendale: gli obiettivi definiti in funzione della mission vengono messi a confronto con le effettive condizioni dell’organizzazione e del suo ambiente di riferimento, al fine di individuare degli strumenti/processi che permettano effettivamente di raggiungere gli scopi prefissati e le risorse a disposizione. Si tratta di un processo che è supportato dalle informazioni raccolte in fase di analisi e che include più passaggi:

  1. Riesame della strategia esistente, con particolare riferimento all’eventuale disallineamento dalla mission;
  2. Verifica della performance, comprensiva di rilevazione SWOT dei punti di forza e di debolezza dell’organizzazione e delle opportunità e dei rischi del contesto di riferimento;
  3. Definizione di una nuova strategia (obiettivi di medio termine, strumenti/processi gestionali correlati, risorse assegnabili), dando priorità alla condivisione degli obiettivi da parte di tutti i soggetti che operano all’interno dell’organizzazione.

 3. Pianificazione di breve periodo

Questo passaggio finale del processo di pianificazione è limitato dal punto di vista temporale, in quanto caratterizzato da una scadenza a breve termine. La definizione di un piano annuale di investimento delle risorse (budgeting) è funzionale a rendere operativi gli strumenti ed i processi definiti dalla pianificazione strategica pluriennale. Affinché quest’ultima abbia successo, infatti, è fondamentale poter adattare le condizioni organizzative e gestionali di breve periodo e l’assegnazione delle risorse, qualora i risultati non risultino adeguati.

L’orizzonte temporale annuo, infatti, garantisce una durata sufficiente per avviare la strategia ed, al contempo, valutarne l’iniziale efficacia. Questo aspetto della pianificazione, infatti, è cruciale per monitorare i risultati che andranno a costituire i dati principali dei documenti di rendicontazione dell’organizzazione.

Il processo di pianificazione strategica comprende sia l’eventuale ristrutturazione del modello operativo esistente nell’organizzazione sia la definizione di nuovi processi gestionali, che siano più efficienti nello sfruttare le risorse a disposizione e più efficaci nel raggiungere i traguardi prioritari.

Noi vogliamo affiancare le organizzazioni culturali nel produrre un piano di crescita che sia adatto a centrarne gli obiettivi culturali e, al contempo, economico-finanziari.

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