Il 28 settembre 2026, nella rinnovata sede di Palazzo della Salute, si è tenuto il primo appuntamento di “Verso l’Agenda Digitale del Veneto 2030”, dedicato al ruolo del digitale nella costruzione del “Veneto delle Persone e delle Comunità locali”.
Il confronto ha coinvolto istituzioni, stakeholder, attori del territorio, e si è articolato attorno a tre temi strategici: competenze, istruzione e formazione; attività e beni culturali; enti locali, comunità e identità territoriali. Esperienze, proposte e necessità emerse saranno materiale utile nella definizione delle priorità della nuova Agenda Digitale del Veneto 2030.

Credits: Agenda Digitale Veneto
Sul fronte di competenze, istruzione e formazione, è stata sottolineata la necessità di andare oltre la semplice alfabetizzazione digitale, puntando alla formazione di pensiero critico, competenze trasversali, etica dell’intelligenza artificiale, in modo da contribuire a creare una comunità più consapevole e critica rispetto all’utilizzo del digitale. Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione degli adulti e dei docenti e alla necessità di raggiungere anche le fasce più fragili della popolazione. In questo senso, i Punti Digitali Facili sono stati indicati come un’esperienza significativa di presidio sul territorio, da rendere però sostenibile nel tempo. È stata inoltre sottolineata l’importanza di rafforzare le reti tra scuola, formazione, imprese e servizi pubblici, garantendo continuità alle esperienze più efficaci. Tra i temi affrontati anche la tutela dei dati, la privacy e la cybersecurity, insieme alla necessità di preservare l’autonomia del settore pubblico nel rapporto con i grandi fornitori tecnologici.

Nel confronto dedicato a enti locali, comunità e identità territoriali, è emerso come la vera sfida della trasformazione digitale, soprattutto per i Comuni più piccoli, non sia tanto la disponibilità di nuove tecnologie quanto la capacità di adottarle, gestirle e sostenerle nel tempo. La frammentazione amministrativa, la carenza di personale e i costi di gestione rischiano infatti di rendere più difficile la continuità dei progetti. Da qui la necessità di una maggiore collaborazione tra enti e un ruolo più forte della Regione nel coordinamento e nell’accompagnamento. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla necessità di avvicinare i servizi pubblici ai cittadini, rendendoli più accessibili e comprensibili, soprattutto per le fasce più anziane.
E la cultura nell’Agenda Digitale Veneto 2030?
Nel confronto dedicato ad attività e beni culturali, a cui ha dato il suo contributo anche Irene Popoli, fondatrice di Museum Strategy Consultancy, è stato confermato che il digitale rappresenta uno strumento utile per valorizzare, conservare e rendere più accessibile il patrimonio culturale.
La sfida, però, non si esaurisce nella realizzazione di nuove piattaforme o strumenti: occorre soprattutto assicurare che siano aggiornati, facilmente fruibili e capaci di raggiungere pubblici diversi. In questo senso, è emersa la necessità di investire nelle competenze, formando figure in grado di far dialogare cultura e tecnologia, anche alla luce delle nuove possibilità offerte dall’intelligenza artificiale.
Per le performing arts, il confronto ha evidenziato la carenza di spazi e strumenti dedicati alla sperimentazione, insieme a vincoli normativi e organizzativi che possono frenare l’innovazione. Da qui la necessità di un approccio più coordinato al digitale, attraverso infrastrutture condivise e soluzioni pensate sulle esigenze degli operatori e del pubblico, evitando interventi isolati e difficili da sostenere nel tempo.
Tutti i prossimi appuntamenti sono indicati sul sito dell’Agenda Digitale del Veneto 2030!



